Alla Fondazione Angelo Custode di Bergamo SENSEi non è una stanza speciale da visitare una volta: è parte del lavoro quotidiano di terapisti ed educatori. In un anno, quattro ambienti multisensoriali accompagnano più di 50 bambini nei loro percorsi, con oltre 40 professionisti coinvolti. È oggi il nostro esempio più ampio di stanza magica integrata in un intero servizio.
Chi è la Fondazione Angelo Custode?
La Fondazione accoglie bambini e ragazzi con disabilità e patologie complesse e le loro famiglie. Riunisce un polo di neuropsichiatria infantile, servizi riabilitativi e un centro diurno per adulti con disabilità.
Il bisogno è chiaro: dare a équipe diverse uno strumento comune e flessibile, capace di arricchire terapie diverse senza sostituirle. E farlo mettendo sempre al centro la persona.
Quattro ambienti, un unico progetto
I quattro ambienti SENSEi sono distribuiti in servizi diversi, in parte nella nuova casa per minori e famiglie della Fondazione. Le proiezioni interattive dialogano con oggetti sensoriali reali, come i tubi a bolle integrati negli arredi morbidi, le luci e gli specchi. Ogni ambiente è pensato su misura degli spazi e delle persone, con arredi flessibili che lasciano posto anche alla calma.
La collaborazione è continuativa: formazioni sulle stanze, momenti di confronto con le équipe e attività nuove costruite insieme ai professionisti. Non un pacchetto consegnato, ma un percorso condiviso.
Quali esperienze nascono in stanza?
SENSEi non sostituisce le terapie: le arricchisce. Terapia occupazionale, psicomotricità, arteterapia, terapia del linguaggio e della comunicazione, terapia comportamentale e sensoriale, musicoterapia possono usare la stanza come uno strumento in più. Alcuni esempi:
- Un fiume da attraversare: in una seduta di psicomotricità, oltre ai materiali sul pavimento, la proiezione trasforma la stanza in uno scenario, come un fiume da attraversare saltando sulle pietre;
- Che tempo fa?: simulare il meteo e scegliere l’abbigliamento adatto, per allenare abilità della vita quotidiana;
- Indicare per comunicare: attività di causa ed effetto in cui il gesto di indicare diventa un modo per farsi capire;
- Percorsi con le scuole: la spesa e la cucina, le emozioni, le piante e il clima, la sicurezza stradale;
- Respirare: video immersivi dedicati alla respirazione e alla gestione dello stress.
Il legame con la ricerca
In Fondazione la stanza è anche un luogo di ricerca. Il progetto Occhio per occhio, mente per mente, sullo sviluppo cognitivo attraverso le tecnologie multisensoriali, è sostenuto dalla Fondazione Istituti Educativi di Bergamo e viene presentato alla stampa. Nello studio lo sguardo diventa un modo di interagire: con occhiali per il tracciamento oculare, per esempio, un treno parte dalla stazione solo quando il bambino lo guarda.
I bambini che lavorano in stanza SENSEi esprimono un gradimento delle sedute nettamente più alto rispetto al gruppo con il percorso abituale. I risultati completi saranno condivisi con la pubblicazione scientifica.
Lo studio prosegue una linea che il gruppo di ricerca SENSEi segue dalla Magic Room in poi: capire come un ambiente interattivo possa coinvolgere bambini con disturbi del neurosviluppo, come descritto in Engaging Children with Neurodevelopmental Disorder. A Bergamo si vede ogni giorno il principio dell’inclusione alla rovescia: ciò che nasce per i bambini con i bisogni più complessi diventa uno strumento per tutte le équipe. Le altre pubblicazioni del gruppo, oltre 40, sono nella pagina Ricerca.
Cosa cambia in un anno
- 4 ambienti multisensoriali integrati nei servizi clinici ed educativi;
- oltre 40 professionisti coinvolti in formazione e co-progettazione;
- più di 50 bambini usano gli ambienti nei loro percorsi;
- oltre 600 attività svolte;
- 35 nuove attività co-progettate con i professionisti.
I numeri raccontano solo una parte. Gli operatori usano la stanza superando l’effetto novità iniziale, per favorire l’apprendimento e la generalizzazione nella vita quotidiana. Con il tempo diventano autonomi nella programmazione delle attività, e la stanza è usata anche come spazio di autoregolazione.
La Fondazione descrive così il senso del lavoro: “mettendo la tecnologia al servizio della persona e creando nuove possibilità di osservazione, relazione e apprendimento”.
Perché è un caso significativo?
Angelo Custode mostra come un ambiente multisensoriale possa diventare un’infrastruttura condivisa: stessa piattaforma, servizi diversi, obiettivi diversi. La differenza la fanno la formazione e la co-progettazione, che rendono le équipe autonome. Scopri come funziona SENSEi CARE e la stanza magica.
Domande frequenti
Quanti ambienti SENSEi ci sono in Fondazione?
Quattro, distribuiti in servizi diversi e integrati nei percorsi clinici ed educativi.
Chi crea le attività?
SENSEi offre una libreria di attività; in un anno i professionisti della Fondazione ne co-progettano 35 nuove.
SENSEi sostituisce le terapie?
No. È uno strumento in più che i terapisti usano all’interno dei loro percorsi.
Quanto costa un ambiente come questo?
Dipende dalla configurazione: spazio, esperienze, formazione e servizi. Contattaci per una valutazione.
Lavori in una scuola, in un centro o in un museo e vuoi un ambiente come questo? Raccontaci il tuo progetto: partiamo dai bisogni delle persone che lo useranno.