L’intelligenza artificiale per l’autismo serve soprattutto a osservare meglio: misurare in modo automatico comportamenti, movimenti, voce ed emozioni che oggi richiedono molte ore di osservazione esperta. Il progetto AI4Autism, finanziato dal Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica, è l’esempio più ampio tra le ricerche legate a SENSEi.
Qui lo raccontiamo insieme a tre lavori collegati, Emotify, WIYE e uno studio sul riconoscimento dei gesti fini. Con una premessa chiara: una stanza SENSEi non fa diagnosi. La diagnosi resta dei clinici.
La domanda di ricerca: osservare meglio, prima
Il progetto AI4Autism parte dal dato dei Centers for Disease Control and Prevention statunitensi: 1 bambino su 36 riceve una diagnosi di disturbo dello spettro autistico. Il gruppo di lavoro ricorda che, se la condizione viene identificata presto, gli interventi possono migliorare in modo marcato la traiettoria dello sviluppo cognitivo nei bambini con ritardi importanti.
Da qui due bisogni: strumenti di screening e diagnosi più scalabili, e una descrizione più fine dei profili (il cosiddetto fenotipo) per stimare meglio i sintomi.
Lo studio in breve
AI4Autism è un progetto di quattro anni. Studia come il rilevamento digitale, con telecamere e sensori, possa offrire misure automatiche del fenotipo autistico esteso. Lo scopo è distinguere meglio i sottotipi di autismo, in un’ottica di medicina di precisione. Il gruppo presenta dataset e annotazioni che intende rendere pubblici, e metodi per analizzare il comportamento dei bambini.
Accanto ad AI4Autism, tre ricerche guardano a emozioni e movimento:
- Emotify è un gioco parlato che aiuta i bambini autistici a riconoscere ed esprimere quattro stati: felicità, tristezza, rabbia e neutralità. Prima si impara, poi si mette alla prova ciò che si è imparato, con un riconoscitore multilingue che ascolta il tono della voce;
- WIYE (What Is Your Emotion?) raccoglie voci, volti e racconti di bambini dai 4 ai 12 anni con un’app di narrazione interattiva, un episodio per emozione: tristezza, rabbia, paura, sorpresa e gioia;
- uno studio sul riconoscimento dei gesti fini coinvolge 17 partecipanti in 4 compiti con un oggetto dotato di sensore, concludendo che per riconoscere bene le attività fini serve un nuovo approccio.
Cosa emerge?
Il messaggio comune è che l’osservazione può diventare più ricca, più confrontabile e meno faticosa. AI4Autism mette a disposizione dati e metodi; Emotify e WIYE mostrano che le emozioni si possono allenare e studiare anche giocando; lo studio sui gesti fini indica onestamente dove gli strumenti attuali non bastano ancora.
Perché conta oggi
Queste ricerche contano per SENSEi perché insegnano a osservare il comportamento in modo rispettoso, automatico e interpretabile. In una stanza SENSEi questo si traduce in un’osservazione discreta: la stanza riconosce come i bambini si muovono e partecipano, senza nulla da indossare, e ogni sessione lascia report di progresso utili a documentare il percorso. L’adulto decide se lasciare che l’esperienza si adatti da sola o guidarla lui.
Il lavoro sulle emozioni dialoga con le attività di espressione e regolazione emotiva di SENSEi CARE. Il filone continua con la SUPSI, l’Università di Ginevra e il Pôle Autisme: lo raccontiamo nel caso Il Pôle Autisme di Ginevra.
Nella sezione ricerca SENSEi il filone si apre con la scheda The AI4Autism Project. Chi lavora in classe trova indicazioni pratiche nella guida Stanza sensoriale e autismo a scuola.
Domande frequenti
Cos’è AI4Autism?
Un progetto di ricerca di quattro anni finanziato dal Fondo nazionale svizzero, che usa telecamere e sensori per misurare in modo automatico aspetti del fenotipo autistico.
L’intelligenza artificiale può diagnosticare l’autismo?
La ricerca studia metodi a supporto della diagnosi, ma la diagnosi resta un atto clinico. SENSEi non è uno strumento diagnostico.
SENSEi registra i bambini?
SENSEi riconosce il comportamento per far funzionare le attività e produce report di progresso. Le modalità di documentazione si concordano con la struttura.
Quanto costa un ambiente come questo?
Dipende dalla configurazione: spazio, esperienze, formazione e servizi. Contattaci per una valutazione.
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Fonti
- Tafasca S., Gupta A., Kojovic N., Gelsomini M. et al. (2023). The AI4Autism Project. ICMI 2023 Companion. DOI 10.1145/3610661.3616239
- Rouhi A., Spitale M., Catania F., Cosentino G., Gelsomini M., Garzotto F. (2019). Emotify. IUI 2019 Companion. DOI 10.1145/3308557.3308688
- Spitale M., Catania F., Cosentino G., Gelsomini M., Garzotto F. (2019). WIYE. IUI 2019 Companion. DOI 10.1145/3308557.3308684
- Pandurangan S., Papandrea M., Gelsomini M. (2022). Fine-Grained Human Activity Recognition: A new paradigm. DOI 10.1145/3558884.3558893