La Cooperativa Amicizia di Codogno costruisce la sua stanza SENSEi partendo da una domanda agli operatori: che cosa serve davvero? In un questionario interno, tutti gli 8 operatori coinvolti giudicano utile un’esperienza sensoriale e multimodale per le persone che seguono. Da quelle risposte nasce un ambiente su misura per giovani e adulti con disabilità, tra cui persone con autismo.
Il contesto: servizi per giovani e adulti
La cooperativa gestisce una residenza per persone adulte con disabilità e un progetto di appartamenti per giovani con disturbo dello spettro autistico. Il bisogno è offrire momenti di benessere e di crescita a persone con profili molto diversi, in piccoli gruppi.
Ascoltare prima di progettare
Il questionario dà al progetto una bussola precisa:
- Obiettivi: benessere psicofisico ed emotivo, qualità di vita, autonomia e autodeterminazione, inclusione sociale.
- Attività desiderate: soprattutto attività strutturate per il rilassamento e la stimolazione sensoriale, musica e comunicazione.
- Abilità prioritarie: comportamentali, comunicative, emotive e sociali.
- Gruppi: in prevalenza da 3 a 5 persone per sessione.
- Esperienza immersiva: 7 operatori su 8 la ritengono utile, uno in contesti specifici.
Sono osservazioni raccolte dall’ente, non uno studio scientifico, ma guidano ogni scelta del progetto. Gli operatori chiedono anche materiali robusti, adatti a un uso intenso.
Il progetto: una stanza su misura
Il percorso segue un ritmo chiaro: co-progettazione, installazione, formazione. Il risultato è una stanza in cui parete e pavimento diventano interattivi e rispondono a gesti e movimenti, affiancati da oggetti sensoriali da toccare e da sentire. L’educatore guida tutto da tablet, e un solo pulsante accende e spegne la stanza.
Gli educatori seguono una formazione dedicata per usare la stanza in autonomia, e l’assistenza prosegue nel tempo.
Quali esperienze offre la stanza?
Oltre a una libreria di 50 attività, ne vengono co-progettate 10 adattate alle persone accolte. Le esperienze seguono le priorità indicate dagli operatori:
- rilassamento, con ambienti immersivi che aiutano a rallentare;
- stimolazione sensoriale strutturata, con luci, suoni e materiali tattili;
- musica, per esprimersi e stare insieme;
- comunicazione, con attività pensate per piccoli gruppi.
Il legame con la ricerca
Codogno applica un principio caro al gruppo di ricerca SENSEi: ascoltare chi userà la stanza prima di disegnarla. È l’approccio partecipativo che attraversa un percorso documentato in oltre quaranta articoli scientifici, raccolti nella pagina Ricerca.
Per gli adulti con disabilità intellettiva il riferimento più vicino è uno studio esplorativo sulle interfacce phygital, condotto in un centro socio-assistenziale, dove oggetti fisici e contenuti digitali lavorano insieme.
Cosa cambia
- 8 operatori su 8 contribuiscono a definire obiettivi e attività;
- 10 attività co-progettate per le persone accolte, oltre alla libreria di 50;
- educatori formati per usare la stanza in autonomia;
- una collaborazione che continua nel tempo, con assistenza e aggiornamenti.
Perché è un caso significativo?
Partire da un questionario agli operatori rende il progetto concreto: la stanza nasce dai bisogni di chi la userà ogni giorno, non da un catalogo. È un metodo semplice, replicabile in ogni servizio per adulti. Scopri SENSEi CARE e il percorso di formazione.
Domande frequenti
Perché fare un questionario prima di progettare?
Per capire obiettivi, attività e dimensione dei gruppi: così la stanza risponde ai bisogni reali.
SENSEi funziona anche con piccoli gruppi di adulti?
Sì, qui i gruppi tipici sono da 3 a 5 persone.
Quali obiettivi guidano la stanza?
Quelli scelti dagli operatori nel questionario: benessere psicofisico ed emotivo, qualità di vita, autonomia e autodeterminazione, inclusione sociale.
Quanto costa un ambiente come questo?
Dipende dalla configurazione: spazio, esperienze, formazione e servizi. Contattaci per una valutazione.
Lavori in una scuola, in un centro o in un museo e vuoi un ambiente come questo? Raccontaci il tuo progetto: partiamo dai bisogni delle persone che lo useranno.