Alle medie e alle superiori l’aula immersiva serve a rendere visibili e manipolabili concetti astratti: grafici, modelli scientifici, luoghi storici, situazioni in lingua straniera. Gli studenti non guardano un contenuto, ci entrano e agiscono, da soli o in gruppo, con il docente che guida e fa domande.
Questa guida propone attività per STEM, storia e lingue, racconta uno studio recente sulla matematica con il corpo e dà indicazioni pratiche su orario, gruppi e inclusione.
Perché un’aula immersiva alla scuola secondaria?
Con l’età cresce il peso dell’astrazione. Numeri relativi, funzioni, forze, reazioni chimiche, cronologie: molti studenti li incontrano solo sulla pagina. Un ambiente in cui il concetto prende forma nello spazio, e in cui il proprio movimento produce un effetto, offre un’altra porta di accesso. Non sostituisce il libro o l’esercizio, li prepara e li completa.
Nella proposta SENSEi per la secondaria il motto è “Coinvolgi. Pensa. Connetti.”: esperienze che sviluppano pensiero critico, collaborazione e apprendimento personalizzato.
Cosa dice la ricerca: matematica con il corpo e intelligenza artificiale
Nell’articolo pubblicato sul British Journal of Educational Technology, il gruppo di ricerca SENSEi, con la Graduate School of Education della University of California, Berkeley, e con la Norwegian University of Science and Technology (NTNU), descrive uno studio con 29 studenti dalla prima alla terza media, ciascuno per circa un’ora con il supporto di un facilitatore. Gli studenti risolvono problemi di aritmetica con i numeri interi camminando su una linea dei numeri, con il feedback di un sistema di intelligenza artificiale, segnali multisensoriali e le domande dell’insegnante. Il sistema è basato sulla piattaforma SENSEi.
Lo studio mostra che il feedback dell’IA e quello del docente sono per lo più complementari. Il coinvolgimento è più alto quando i due sono allineati. Un avatar che rispecchia i movimenti degli studenti aiuta consapevolezza spaziale e riflessione. L’approccio ibrido aiuta inoltre i docenti a individuare in tempo reale le misconcezioni. Il racconto pratico, pensato per gli insegnanti, è nel caso Matematica con il corpo e IA; l’approfondimento in Intelligenza didattica ibrida e matematica corporea.
Il punto centrale per un docente è questo: la tecnologia non prende il posto dell’insegnante. Funziona meglio quando insegnante e sistema lavorano insieme. È un filo che attraversa tutto il percorso di ricerca SENSEi, nato al Politecnico di Milano e oggi documentato da oltre 40 pubblicazioni scientifiche.
Attività STEM
- Matematica: la retta dei numeri. Gli studenti si spostano sul pavimento per somme e differenze di numeri relativi, poi spiegano la strategia al gruppo.
- Matematica: funzioni con il corpo. Un grafico proiettato reagisce alla posizione delle mani; il gruppo cerca di riprodurre una retta, una parabola, una crescita esponenziale.
- Fisica: moto e velocità. Camminare più o meno veloce davanti alla parete e vedere il grafico spazio tempo che si forma.
- Scienze: dentro la cellula. Un modello cellulare a tutta parete; ogni gruppo esplora un organello e lo presenta.
- Scienze della Terra: vulcani e terremoti. Scenari e suoni per collegare fenomeni e struttura interna del pianeta. Risorse divulgative come Geopop sono integrate in SENSEi.
- Tecnologia: la casa intelligente. La stanza stessa diventa un esempio concreto di input e output: il gesto dello studente, la risposta dell’ambiente.
Storia, storia dell’arte e geografia
- Visita a un foro romano: il gruppo entra nella ricostruzione, individua edifici e funzioni, formula ipotesi sulla vita quotidiana.
- Dentro un’opera d’arte: un dipinto proiettato a parete intera per analizzare composizione, luce e dettagli, con risorse come Google Arts & Culture.
- La linea del tempo calpestabile: eventi da posizionare nello spazio, con discussione su cause e conseguenze.
- Geografia dei paesaggi: deserti, foreste, città, con dati e immagini da confrontare.
Lingue straniere e italiano
- Role play in contesto: un aeroporto, un mercato, un museo proiettati intorno agli studenti per dialoghi realistici.
- Ascolto immersivo: suoni e immagini di una città straniera, con domande di comprensione.
- Scrittura dal vivo: un ambiente come stimolo per un testo descrittivo o narrativo, poi riletto in classe.
Educazione civica e orientamento
Lo spazio immersivo si presta a simulazioni di scelta: progettare un quartiere sostenibile, discutere un dilemma, esplorare ambienti di lavoro. Alle superiori gli studenti possono anche diventare progettisti: con Eureka possono creare attività per le classi più piccole, un’esperienza utile di peer tutoring e di competenze digitali.
Come organizzare l’orario e i gruppi?
- Moduli brevi: 20-30 minuti in aula immersiva dentro un’ora di lezione, il resto per preparazione e rielaborazione.
- Gruppi da 6-10 studenti: chi agisce, chi registra dati, chi osserva e commenta, a rotazione.
- Calendario condiviso: una prenotazione per dipartimento evita che lo spazio resti inutilizzato.
- Regia del docente: da tablet si avvia l’attività, si regolano gli stimoli, si mette in pausa per discutere.
Inclusione alla secondaria
Alla secondaria è importante che i contenuti non sembrino infantili. Un’aula immersiva permette di lavorare sullo stesso argomento con livelli diversi: lo stesso grafico può essere esplorato in modo intuitivo o formalizzato. Chi ha bisogni educativi speciali può avere un ruolo attivo senza essere separato dal gruppo. Progettare dai bisogni più complessi rende l’attività più chiara e accessibile per tutta la classe.
Uno studio del gruppo SENSEi con 175 alunni della primaria mostra che modi diversi di interagire (muoversi, toccare, usare oggetti, parlare) hanno vantaggi e limiti diversi: lo raccontiamo in Toccare, muoversi, parlare. Anche alla secondaria conviene offrire più modi di partecipare.
Cosa cambia per studenti e docenti?
Per gli studenti un concetto astratto diventa un’esperienza condivisa, da discutere con i compagni. Chi fatica con la pagina scritta trova un altro accesso, chi è già bravo può spingersi oltre. Per i docenti l’aula immersiva diventa un luogo dove osservare il ragionamento mentre accade, non solo il risultato finale.
All’IC Perlasca di Bareggio la secondaria De Amicis ha un’aula d’arte immersiva e un laboratorio immersivo, dentro un progetto che attraversa l’istituto dall’infanzia alla secondaria. All’IC Silvio Pellico di Arluno anche la secondaria ha il suo ambiente, progettato con i docenti a partire da un focus group.
Aula immersiva o realtà virtuale?
Il visore isola la persona, l’aula immersiva tiene insieme il gruppo e il docente nello stesso spazio. Sono strumenti diversi, con usi diversi. Ne parliamo in Realtà virtuale e aumentata a confronto con gli ambienti immersivi.
Come si finanzia?
Alcune regioni hanno finanziato aule immersive per il primo ciclo, incluse le scuole medie. In Sicilia, ad esempio, il bando 2024 sulla didattica immersiva ha tra gli obiettivi il potenziamento della didattica STEM e delle competenze trasversali. Per le superiori servono altre linee di finanziamento. Una panoramica è in Come finanziare un’aula multisensoriale.
Domande frequenti
Un’aula immersiva è adatta agli adolescenti?
Sì, se i contenuti sono adeguati all’età e l’attività richiede ragionamento, non solo stupore. Le simulazioni e i modelli STEM funzionano bene.
Serve che lo studente indossi qualcosa?
Con SENSEi no: il sistema riconosce gesti e movimenti di più persone senza sensori indossabili.
Si può usare in un’aula normale?
Sì. SENSEi usa pareti e pavimento dell’aula esistente, senza opere murarie.
Quante materie la possono usare?
Tutte quelle in cui uno spazio, un modello o una situazione aiutano a capire: STEM, storia, arte, lingue, educazione civica.
Quanto costa?
Dipende dalla configurazione e dallo spazio disponibile. Contattaci per una valutazione.
Vuoi provarla con la tua classe?
Ti mostriamo attività STEM, di storia e di lingue in una stanza SENSEi. Prenota una demo.
Fonti
- Hybrid Teaching Intelligence in Embodied Mathematics Learning, British Journal of Educational Technology (DOI 10.1111/bjet.13525)
- SENSEi, Hybrid teaching intelligence in mathematics learning (sintesi dello studio)
- Gelsomini, Leonardi, Garzotto (2020), Embodied Learning in Immersive Smart Spaces, ACM CHI
- Cosentino, Gelsomini, Sharma, Giannakos (2023), Interaction Modalities and Children’s Learning in Multisensory Environments, ACM IDC
- Regione Siciliana, Scuola: 5 milioni per la didattica immersiva