2023

Toccare, muoversi, parlare: quale interazione aiuta a imparare

Toccare, muoversi, parlare: quale interazione aiuta a imparare

Piedi, mano, carta, bacchetta o voce: in un ambiente multisensoriale i bambini possono partecipare in molti modi. Uno studio sul campo del gruppo di ricerca SENSEi, con 175 bambini, mette a confronto cinque modalità di interazione e ne descrive benefici, sfide e compromessi.

Per chi insegna è una buona notizia. Il modo in cui la classe interagisce non è un dettaglio tecnico: è una leva didattica da scegliere con cura.

Qual è la domanda di ricerca?

Le attività che coinvolgono il corpo hanno il potenziale di migliorare apprendimento e gioco. Ma in un ambiente multisensoriale i bambini possono interagire in molti modi diversi, e ognuno chiede cose diverse.

La domanda che il gruppo si pone è precisa: quali sono i benefici, le sfide e i compromessi tra le varie modalità di interazione negli ambienti multisensoriali educativi? Il lavoro è discusso a IDC, l’appuntamento ACM su interazione e infanzia.

Lo studio in breve

È uno studio in situ, cioè sul campo e non in laboratorio. Partecipano 175 bambini tra i 6 e i 10 anni, che usano MOVES, un ambiente multisensoriale mobile che va oltre le stanze “cablate” (ne raccontiamo la storia in La stanza che si sposta).

Ogni bambino prova tutte e cinque le modalità:

  • piedi: muoversi e calpestare le aree proiettate;
  • mano: usare i gesti;
  • carta: avvicinare carte fisiche che il sistema riconosce;
  • bacchetta: usare un oggetto come puntatore;
  • voce: rispondere parlando.

Il gruppo raccoglie sia ciò che i bambini percepiscono sia ciò che fanno davvero: le azioni registrate dal sistema, segnali fisiologici e di movimento, e autovalutazioni per immagini, adatte all’età.

Cosa emerge?

I risultati descrivono le differenze tra le modalità di interazione. Il gruppo propone anche indicazioni di progettazione per facilitare l’apprendimento in un ambiente multisensoriale.

Il messaggio di fondo è già nel titolo: ogni modalità comporta sfide e compromessi. Non esiste un modo giusto per tutti. I dettagli quantitativi sono nell’articolo completo.

Perché conta oggi?

Da questa ricerca nascono alcune domande utili prima di preparare una lezione:

  • Qual è l’obiettivo? Muoversi nello spazio, scegliere, nominare, collaborare: ogni obiettivo si sposa meglio con certe modalità.
  • Chi c’è nel gruppo? Un bambino che non usa il linguaggio verbale può partecipare con il corpo o con una carta.
  • Quanta attività fisica serve? Alternare modalità più attive e più calme aiuta a gestire l’energia del gruppo.
  • Come osservo? Registrare cosa fanno i bambini dice molto più di un’impressione a fine attività.

Nella stanza magica SENSEi queste scelte diventano pratiche quotidiane. La stanza coglie il corpo che si sposta, la mano che indica, il tocco e la voce, anche di più bambini nello stesso momento, senza nulla da indossare. Nella stessa attività l’educatore può quindi offrire a ciascun bambino la via di accesso più adatta.

È un modo concreto di applicare l’Universal Design for Learning: più vie di accesso alla stessa attività, perché nessun bambino resti a guardare solo perché un canale non fa per lui. Ne parliamo nella guida alla didattica multisensoriale e nella pagina Educazione.

Per chi progetta attività la conseguenza è diretta: pensarle fin dall’inizio per più modalità, non per una sola. Le attività si creano e si adattano con Eureka. L’articolo originale è nella sezione Ricerca: Interaction Modalities and Children’s Learning in Multisensory Environments.

Domande frequenti

Quanti bambini partecipano allo studio?

175 bambini tra i 6 e i 10 anni, in uno studio sul campo con l’ambiente mobile MOVES.

Esiste una modalità migliore delle altre?

Lo studio parla di benefici, sfide e compromessi. La scelta dipende dall’obiettivo dell’attività e dai bambini coinvolti.

In SENSEi si possono combinare più modalità?

Sì. Nella stessa attività un bambino può muoversi, un altro indicare, un altro rispondere a voce: è l’educatore a scegliere la via per ciascuno.

Quanto costa un ambiente come questo?

Dipende dalla configurazione: spazio, esperienze, formazione e servizi. Contattaci per una valutazione.

Lavori in una scuola, in un centro o in un museo e vuoi un ambiente come questo? Raccontaci il tuo progetto: partiamo dai bisogni delle persone che lo useranno.

Fonti

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