2025

Aule immersive in Sicilia: un modello replicabile con tecnici locali

Alunni camminano tra le onde proiettate sul pavimento davanti a un tempio greco sul mare in un'aula immersiva siciliana

In Sicilia diverse scuole del primo ciclo scelgono SENSEi per le loro aule immersive e multisensoriali. Sono aule installate con i rivenditori partner e con tecnici del territorio, seguite a distanza, pensate per unire didattica attiva e inclusione. Un modello che porta la ricerca nata a Milano fino alle classi dell’isola.

Il contesto: una regione che investe sulla scuola immersiva

In questi anni la Regione Siciliana investe molto sugli ambienti immersivi a scuola, con gli avvisi sulla didattica immersiva e con quello sulle aule multisensoriali. Molti istituti cercano quindi soluzioni che uniscano didattica attiva e inclusione, e che restino vive anche dopo l’inaugurazione.

La sfida è doppia: offrire aule di qualità in tutta la regione, anche lontano dai grandi centri, e rendere i docenti autonomi nell’uso quotidiano, perché un’aula vale per quello che succede ogni giorno con le classi.

Il progetto: un’aula su misura, un modello replicabile

Ogni aula è progettata sullo spazio della scuola. Le immagini avvolgono le pareti, i bambini interagiscono toccandole con le mani e l’insegnante guida tutto da tablet. In alcune scuole entrano in gioco anche i profumi.

Le aule vengono montate da tecnici locali seguendo il manuale di installazione SENSEi, con supporto da remoto. È un modello che permette di lavorare in tutta la regione mantenendo la qualità del progetto. Altre aule sono oggi in fase di progettazione.

Cosa si fa in aula?

Le attività valorizzano anche il territorio. Alcuni esempi:

  • Storia antica: viaggiare nel passato dell’isola senza uscire da scuola.
  • Il mare: ambienti marini da osservare, raccontare e descrivere insieme.
  • Scienze e lingua: quiz, sequenze e storie a cui partecipa tutta la classe.
  • Contenuti propri: i docenti possono creare attività con Eureka.

Il legame con la ricerca

Le aule siciliane portano lontano da Milano una ricerca nata al Politecnico, proseguita alla SUPSI e con partner internazionali e documentata in oltre 40 pubblicazioni. Una delle sue domande riguarda da vicino una classe intera: toccare, muoversi o parlare, cosa sostiene meglio l’apprendimento? Il gruppo di ricerca SENSEi la studia sul campo con bambini della primaria e racconta i risultati in Toccare, muoversi, parlare.

Nelle scuole dell’isola questa conoscenza diventa pratica quotidiana: gruppi interi che partecipano insieme, attività che il docente adatta ai bisogni di ciascuno. Le pubblicazioni sono consultabili nella pagina Ricerca.

L’impatto

  • Aule attive in diverse province, nelle scuole del primo ciclo.
  • Competenze sul territorio: tecnici locali capaci di installare e seguire le aule, con il supporto SENSEi.
  • Docenti protagonisti: attività pronte e la possibilità di crearne di nuove, anche sul proprio territorio.
  • Inclusione per tutta la classe: attività a cui partecipano tutti, ciascuno con il proprio modo di interagire.

Perché è un caso significativo?

Le scuole siciliane mostrano come un sistema progettato centralmente possa essere installato e seguito a distanza, senza perdere qualità. È una strada concreta per le scuole che stanno realizzando un’aula con i fondi regionali.

Se la tua scuola è tra quelle finanziate, leggi la guida alle aule multisensoriali in Sicilia e la guida su come finanziare un’aula multisensoriale.

Domande frequenti

SENSEi si può installare in tutta la Sicilia?

Sì, con tecnici locali che seguono il manuale SENSEi e con supporto da remoto.

Le attività si possono adattare al territorio?

Sì. Oltre alle attività pronte, i docenti possono crearne di proprie con Eureka, anche su storia, ambiente e cultura locali.

Ci sono altre aule in arrivo?

Sì, altre aule sono oggi in fase di progettazione con le scuole dell’isola.

Quanto costa un ambiente come questo?

Dipende dalla configurazione: spazio, esperienze, formazione e servizi. Contattaci per una valutazione.

Lavori in una scuola, in un centro o in un museo e vuoi un ambiente come questo? Raccontaci il tuo progetto: partiamo dai bisogni delle persone che lo useranno.

Fonti

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