Piedi, mano, carta, bacchetta o voce: in un ambiente multisensoriale i bambini possono partecipare in molti modi. Uno studio sul campo del gruppo di ricerca SENSEi, con 175 bambini, mette a confronto cinque modalità di interazione e ne descrive benefici, sfide e compromessi.
Per chi insegna è una buona notizia. Il modo in cui la classe interagisce non è un dettaglio tecnico: è una leva didattica da scegliere con cura.
Qual è la domanda di ricerca?
Le attività che coinvolgono il corpo hanno il potenziale di migliorare apprendimento e gioco. Ma in un ambiente multisensoriale i bambini possono interagire in molti modi diversi, e ognuno chiede cose diverse.
La domanda che il gruppo si pone è precisa: quali sono i benefici, le sfide e i compromessi tra le varie modalità di interazione negli ambienti multisensoriali educativi? Il lavoro è discusso a IDC, l’appuntamento ACM su interazione e infanzia.
Lo studio in breve
È uno studio in situ, cioè sul campo e non in laboratorio. Partecipano 175 bambini tra i 6 e i 10 anni, che usano MOVES, un ambiente multisensoriale mobile che va oltre le stanze “cablate” (ne raccontiamo la storia in La stanza che si sposta).
Ogni bambino prova tutte e cinque le modalità:
- piedi: muoversi e calpestare le aree proiettate;
- mano: usare i gesti;
- carta: avvicinare carte fisiche che il sistema riconosce;
- bacchetta: usare un oggetto come puntatore;
- voce: rispondere parlando.
Il gruppo raccoglie sia ciò che i bambini percepiscono sia ciò che fanno davvero: le azioni registrate dal sistema, segnali fisiologici e di movimento, e autovalutazioni per immagini, adatte all’età.
Cosa emerge?
I risultati descrivono le differenze tra le modalità di interazione. Il gruppo propone anche indicazioni di progettazione per facilitare l’apprendimento in un ambiente multisensoriale.
Il messaggio di fondo è già nel titolo: ogni modalità comporta sfide e compromessi. Non esiste un modo giusto per tutti. I dettagli quantitativi sono nell’articolo completo.
Perché conta oggi?
Da questa ricerca nascono alcune domande utili prima di preparare una lezione:
- Qual è l’obiettivo? Muoversi nello spazio, scegliere, nominare, collaborare: ogni obiettivo si sposa meglio con certe modalità.
- Chi c’è nel gruppo? Un bambino che non usa il linguaggio verbale può partecipare con il corpo o con una carta.
- Quanta attività fisica serve? Alternare modalità più attive e più calme aiuta a gestire l’energia del gruppo.
- Come osservo? Registrare cosa fanno i bambini dice molto più di un’impressione a fine attività.
Nella stanza magica SENSEi queste scelte diventano pratiche quotidiane. La stanza coglie il corpo che si sposta, la mano che indica, il tocco e la voce, anche di più bambini nello stesso momento, senza nulla da indossare. Nella stessa attività l’educatore può quindi offrire a ciascun bambino la via di accesso più adatta.
È un modo concreto di applicare l’Universal Design for Learning: più vie di accesso alla stessa attività, perché nessun bambino resti a guardare solo perché un canale non fa per lui. Ne parliamo nella guida alla didattica multisensoriale e nella pagina Educazione.
Per chi progetta attività la conseguenza è diretta: pensarle fin dall’inizio per più modalità, non per una sola. Le attività si creano e si adattano con Eureka. L’articolo originale è nella sezione Ricerca: Interaction Modalities and Children’s Learning in Multisensory Environments.
Domande frequenti
Quanti bambini partecipano allo studio?
175 bambini tra i 6 e i 10 anni, in uno studio sul campo con l’ambiente mobile MOVES.
Esiste una modalità migliore delle altre?
Lo studio parla di benefici, sfide e compromessi. La scelta dipende dall’obiettivo dell’attività e dai bambini coinvolti.
In SENSEi si possono combinare più modalità?
Sì. Nella stessa attività un bambino può muoversi, un altro indicare, un altro rispondere a voce: è l’educatore a scegliere la via per ciascuno.
Quanto costa un ambiente come questo?
Dipende dalla configurazione: spazio, esperienze, formazione e servizi. Contattaci per una valutazione.
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Fonti
- Cosentino G., Gelsomini M., Sharma K., Giannakos M. (2023). Interaction Modalities and Children’s Learning in Multisensory Environments: Challenges and Trade-offs. IDC 2023, ACM
- Cosentino G., Gelsomini M., Giannakos M. (2023). MOVES: Going beyond hardwired multisensory environments for children. IDC 2023, ACM