Una stanza può adattarsi a ogni bambino, invece di chiedere al bambino di adattarsi alla stanza? La Magic Room, nata al Politecnico di Milano, è la prima risposta a questa domanda: uno spazio intelligente per bambini con disturbi del neurosviluppo e per chi si prende cura di loro.
È il primo nucleo di ricerca da cui nasce SENSEi. Ne raccontiamo la storia a partire da due pubblicazioni peer-reviewed: un articolo su IEEE Pervasive Computing e un capitolo del volume Social Internet of Things.
Qual è la domanda di ricerca?
I bambini con disturbi del neurosviluppo hanno profili molto diversi tra loro. Il capitolo cita la disabilità intellettiva, il disturbo dello spettro autistico, la sindrome di Down e l’ADHD.
Per questo i terapisti hanno bisogno di stimoli che si possano dosare, combinare e cambiare da un bambino all’altro. La domanda di partenza è semplice: le tecnologie dell’Internet delle cose (IoT) possono rendere una stanza davvero adattabile a ciascun bambino?
Lo studio in breve
Nella Magic Room gli oggetti e l’ambiente diventano “intelligenti”. Il bambino si muove, manipola oggetti, osserva cosa accade intorno a lui, e la stanza risponde con suoni, proiezioni, luci, bolle di sapone, profumi e giocattoli connessi.
Le esperienze offrono stimoli controllabili per i sistemi vestibolare, propriocettivo e tattile, e coinvolgono vista, udito, tatto, olfatto e movimento. Un punto è centrale: ogni attività è completamente personalizzabile dal terapista per ciascun bambino. La tecnologia non decide al posto dell’adulto, gli mette in mano gli strumenti per regolare l’esperienza.
Il gruppo di ricerca da cui nasce SENSEi progetta la stanza insieme a specialisti dei disturbi del neurosviluppo di un centro di cura del territorio. Al momento della pubblicazione è installata in due centri terapeutici in Italia. Lo studio esplorativo coinvolge 8 caregiver e 19 bambini con compromissioni gravi, che usano la stanza per quattro mesi.
Cosa emerge?
Il gruppo definisce i risultati “incoraggianti”: possono aprire la strada a nuova ricerca e ispirare nuove forme di intervento per questi bambini.
Il risultato va letto con la giusta prudenza. È uno studio esplorativo, con un gruppo piccolo e senza la pretesa di dimostrare effetti clinici. Il suo valore sta nel mostrare che uno spazio interattivo e regolabile è utilizzabile in un contesto terapeutico reale, nelle mani di chi ogni giorno lavora con i bambini.
Perché conta oggi?
Da quella prima stanza parte un percorso lungo più di dieci anni, oggi raccontato in più di quaranta studi pubblicati: dopo la Magic Room arrivano Magika e le collaborazioni con SUPSI, NTNU e UC Berkeley. SENSEi ne è l’evoluzione, e molti principi nati qui sono ancora il cuore della stanza magica SENSEi:
- stimoli su misura: luci, proiezioni, suoni, profumi e bolle si regolano dal tablet dell’educatore o del terapista;
- il corpo come interfaccia: la stanza riconosce gesti e movimento di più persone, senza sensori da indossare;
- personalizzazione: le attività si adattano al profilo e agli obiettivi di ciascuno;
- co-progettazione: le attività per la terapia e il benessere nascono insieme ai terapisti.
Cambia invece la forma. La Magic Room è un prototipo di ricerca; SENSEi trasforma una stanza esistente, senza opere edilizie. Per capire la differenza tra uno spazio che si guarda e uno che risponde, leggi la guida su stanza interattiva e stanza passiva.
Le due pubblicazioni sono nella sezione Ricerca e innovazione: Magic Room: A Smart Space for Children with Neurodevelopmental Disorder e Engaging Children with Neurodevelopmental Disorder Through Multisensory Interactive Experiences in a Smart Space.
Domande frequenti
Che cos’è la Magic Room?
È una stanza intelligente sviluppata in ambito di ricerca per bambini con disturbi del neurosviluppo. Combina proiezioni, luci, suoni, aromi, bolle e oggetti fisici, regolati dal terapista.
La Magic Room dimostra effetti terapeutici?
No. Lo studio è esplorativo, con 8 caregiver e 19 bambini per quattro mesi. Il gruppo di ricerca parla di risultati incoraggianti, utili per nuova ricerca, non di effetti clinici.
Che rapporto c’è tra la Magic Room e SENSEi?
SENSEi è l’evoluzione dei progetti Magic Room e Magika. Ne conserva i principi: stimoli regolabili, interazione con il corpo, personalizzazione guidata dall’adulto.
Quanto costa un ambiente come questo?
Dipende dalla configurazione: spazio, esperienze, formazione e servizi. Contattaci per una valutazione.
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Fonti
- Garzotto F., Gelsomini M. (2018). Magic Room: A Smart Space for Children with Neurodevelopmental Disorder. IEEE Pervasive Computing
- Garzotto F., Gelsomini M., Gianotti M., Riccardi F. Engaging Children with Neurodevelopmental Disorder Through Multisensory Interactive Experiences in a Smart Space. In: Social Internet of Things, Springer