2026

3 dicembre, Giornata delle persone con disabilità: attività inclusive

3 dicembre, Giornata delle persone con disabilità: attività inclusive

Il 3 dicembre è la Giornata internazionale delle persone con disabilità, istituita dalle Nazioni Unite per promuovere i diritti e il benessere delle persone con disabilità in ogni ambito della società. A scuola è l’occasione per proporre attività inclusive in cui tutti partecipano davvero: non lezioni “sulla” disabilità, ma esperienze vissute insieme.

In questo articolo trovi il significato della Giornata, alcuni principi per evitare il pietismo e 8 attività per infanzia, primaria e secondaria, in classe e nella stanza immersiva. Sono idee che nascono dall’esperienza di SENSEi nelle scuole e nei centri, e da anni di ricerca sull’inclusione.

Cos’è la Giornata internazionale delle persone con disabilità?

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite proclama il 3 dicembre con la risoluzione 47/3 del 14 ottobre 1992. Allora si chiamava “Giornata internazionale delle persone disabili”; oggi il nome mette al centro la persona: persone con disabilità.

Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità riportati dalle Nazioni Unite, nel mondo vivono circa 1,3 miliardi di persone con disabilità, circa il 16% della popolazione, una persona su sei. Ogni anno l’ONU propone un tema: nel 2025 era “Fostering disability inclusive societies for advancing social progress”, cioè promuovere società inclusive per il progresso sociale.

Cosa c’entra la scuola?

Molto. La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia con la legge 3 marzo 2009, n. 18, chiede all’articolo 24 un sistema di istruzione inclusivo a tutti i livelli, con accomodamenti ragionevoli e sostegni personalizzati negli ambienti che favoriscono lo sviluppo scolastico e sociale.

L’articolo 30 aggiunge un punto spesso dimenticato: i bambini con disabilità devono avere pari accesso al gioco, alle attività ricreative, sportive e del tempo libero, anche nel sistema scolastico. Giocare insieme non è un di più: è un diritto.

Come proporre attività davvero inclusive?

Prima delle attività, qualche principio:

  • Fare insieme, non parlare di. La Giornata non è un momento in cui la classe “studia” un compagno. È un momento in cui tutti vivono la stessa esperienza.
  • Partire dai bisogni più complessi. È il principio dell’inclusione alla rovescia che guida SENSEi: se un’attività funziona per chi ha più difficoltà, di solito funziona meglio per tutti.
  • Offrire più modi per partecipare. La Progettazione Universale per l’Apprendimento (Universal Design for Learning) invita a offrire più forme di coinvolgimento, di rappresentazione e di azione ed espressione.
  • Valorizzare, non compatire. Evita toni pietistici e storie di “eroi”. Racconta competenze, interessi, diritti.
  • Coinvolgere le persone. Se possibile, invita associazioni, famiglie, adulti con disabilità a raccontare la propria esperienza, con il loro consenso e con le loro parole.
  • Rispettare la privacy. Non mettere al centro un singolo alunno senza il suo accordo e quello della famiglia.

8 attività inclusive per il 3 dicembre

1. Il sole che sorge per tutti (infanzia e primaria, stanza immersiva)

Sulla parete compare un’alba. Il sole sale solo quando ogni bambino dà il suo contributo, nel modo che preferisce: alzando le braccia, battendo i piedi, usando la voce, toccando un oggetto. Nessuno ce la fa da solo, tutti sono necessari. Alla fine si parla di come ciascuno ha partecipato.

2. La storia con i simboli (infanzia e primaria)

Si racconta una breve storia accompagnata da pittogrammi della Comunicazione Aumentativa e Alternativa. Nella stanza SENSEi i simboli ARASAAC compaiono sulla parete mentre la storia procede. I bambini scoprono che si può “leggere” in tanti modi e scelgono i simboli per continuare il racconto.

3. L’orchestra delle modalità (primaria, stanza immersiva)

Ogni bambino sceglie come suonare: con i piedi, con le mani nell’aria, con una carta, con una bacchetta, con la voce. Lo studio del gruppo di ricerca SENSEi su come si interagisce negli ambienti multisensoriali, con 175 bambini dai 6 ai 10 anni, mostra che ogni modalità ha caratteristiche diverse: avere più strade per partecipare permette a ciascuno di trovare la sua. Il risultato è un brano costruito insieme.

4. Giochi cooperativi sul pavimento (infanzia e primaria)

Percorsi, pesci da salvare, isole da raggiungere insieme. Il gioco si vince solo se tutta la squadra arriva al traguardo. Le regole si adattano: chi si muove in carrozzina, chi ha bisogno di più tempo, chi preferisce guardare prima di entrare ha sempre un ruolo.

5. Cosa mi aiuta a imparare (primaria e secondaria)

Ogni alunno scrive o disegna su un cartoncino una cosa che lo aiuta a imparare: una mappa, la musica, muoversi, lavorare in coppia, avere più tempo. Nasce un grande cartellone. Il messaggio è semplice: tutti abbiamo bisogni diversi, e una classe inclusiva ne tiene conto.

6. La mappa dell’accessibilità (secondaria)

A piccoli gruppi, gli studenti esplorano la scuola con una scheda: ingressi, scale, ascensori, bagni, segnaletica, rumore, luci. Annotano ciò che funziona e ciò che si può migliorare, poi presentano le proposte al Dirigente. È educazione civica concreta.

7. Un saluto in LIS (tutti gli ordini)

Con l’aiuto di un esperto o di un’associazione, la classe impara alcuni segni della Lingua dei Segni Italiana: il saluto, il proprio nome, “grazie”. È un modo per scoprire che la comunicazione ha tante forme.

8. Il museo per tutti (secondaria)

Gli studenti scelgono un’opera d’arte o un reperto e progettano come raccontarlo a tutti: con una descrizione audio, un oggetto da toccare, un testo in lingua facile, un’immagine proiettata. È il tema dell’accessibilità culturale, su cui SENSEi lavora con SENSEi ART e con L’abilità nel progetto Museo per tutti.

Come usare la stanza immersiva per il 3 dicembre?

La stanza immersiva è il luogo ideale per queste attività perché tutti partecipano alla stessa esperienza, ciascuno con il proprio canale. Nella stanza magica SENSEi pareti e pavimento rispondono a movimento, gesti, tocco e voce di più persone insieme, senza nulla da indossare, e l’insegnante regola luci e suoni in tempo reale.

Non è una promessa astratta. A Cava de’ Tirreni, nella stanza de La Nostra Famiglia, la parete risponde al corpo intero: anche un bambino in carrozzina gioca insieme agli altri. Gli educatori osservano che i bambini con limitazioni motorie partecipano alle stesse attività dei compagni.

Qualche attenzione pratica:

  • prevedi un angolo calmo per chi ha bisogno di una pausa;
  • riduci luci intense e suoni forti per chi ha ipersensibilità sensoriale;
  • annuncia prima cosa succederà, con parole e immagini;
  • lascia che ognuno scelga se e come entrare nell’attività.

Alle spalle di questo approccio ci sono oltre dieci anni di ricerca, dal Politecnico di Milano alla SUPSI, e oltre 40 pubblicazioni scientifiche su gioco, apprendimento e inclusione. Per altre idee leggi la pagina SENSEi per l’educazione e l’articolo sulla stanza sensoriale e autismo a scuola. In primavera trovi anche le attività per la Giornata mondiale dell’autismo.

E dopo il 3 dicembre?

Una giornata non basta. Le attività migliori sono quelle che restano: il cartellone “cosa mi aiuta a imparare” appeso tutto l’anno, il saluto in LIS usato ogni mattina, la mappa dell’accessibilità che diventa un progetto con il Comune. L’obiettivo è che l’inclusione diventi il modo normale di fare scuola, non un evento. Per gli insegnanti significa avere attività pronte da riprendere; per i bambini, sentirsi parte del gruppo ogni giorno.

Domande frequenti

Perché la Giornata delle persone con disabilità si celebra il 3 dicembre?

Perché così stabilisce l’Assemblea generale delle Nazioni Unite con la risoluzione 47/3 del 1992.

Qual è il tema del 2026?

Il tema viene comunicato ogni anno dalle Nazioni Unite. Nel 2025 era “Fostering disability inclusive societies for advancing social progress”. Verifica il tema aggiornato sul sito dell’ONU.

Si dice “disabili” o “persone con disabilità”?

È preferibile “persone con disabilità”, l’espressione usata dalla Convenzione ONU, che mette al centro la persona.

Che attività proporre alla scuola dell’infanzia?

Attività brevi, corporee e cooperative, come il sole che sorge per tutti o i giochi sul pavimento, con più modi per partecipare.

Le attività vanno bene anche senza stanza immersiva?

Sì. Molte si svolgono in classe o in palestra; la stanza immersiva aggiunge coinvolgimento e più canali di partecipazione.

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Fonti

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