La Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo si celebra il 2 aprile ed è un’occasione per lavorare in classe su differenze, accoglienza e modi diversi di percepire il mondo. Le attività più efficaci non parlano “di” autismo in astratto: fanno sperimentare a tutti che ognuno sente, comunica e impara in modo diverso.
Qui trovi il contesto della giornata, alcune regole per parlarne con rispetto e dieci attività pronte per la primaria, con varianti per infanzia e medie e qualche idea per la stanza immersiva.
Quando si celebra e perché?
La giornata è stata istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2007 con la risoluzione A/RES/62/139 e si celebra ogni 2 aprile. Il tema 2026 indicato dalle Nazioni Unite è “Autism and Humanity, Every Life Has Value” (autismo e umanità, ogni vita ha valore).
Le Nazioni Unite sottolineano un cambio di prospettiva: dalla sola consapevolezza all’accettazione, all’apprezzamento e all’inclusione. È una buona bussola anche per la scuola.
Quanti sono i bambini autistici in Italia?
Secondo i dati del Progetto Osservatorio per il monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute, in Italia la prevalenza è stimata in 1 bambino su 77 nella fascia 7-9 anni, con una frequenza circa 4,4 volte più alta nei maschi. Significa che la presenza di alunni autistici nelle classi è un’esperienza comune, non un’eccezione.
Come parlarne in classe con rispetto?
- Partire dalle differenze di tutti: ognuno ha suoni che ama e suoni che disturbano, cose facili e cose difficili.
- Non esporre nessuno: non indicare un compagno come “esempio”. Se un alunno o la sua famiglia desiderano raccontarsi, decidono loro come e quanto.
- Usare un linguaggio rispettoso: evitare parole come “malattia” o “soffrire di”. Preferire descrizioni concrete: “a lui i rumori forti danno fastidio”.
- Evitare gli stereotipi: l’autismo è uno spettro, le persone autistiche sono molto diverse tra loro.
- Coinvolgere le famiglie: informarle prima delle attività e, se possibile, invitarle.
Dieci attività inclusive per la scuola primaria
1. Il percorso dei sensi
Cinque stazioni: vista, udito, tatto, olfatto, movimento. In ogni stazione gli alunni indicano con un pollice se lo stimolo è piacevole, neutro o fastidioso. Alla fine si confrontano le risposte: nessuna è uguale.
2. Lo stesso suono, tante orecchie
Si ascolta un suono (un applauso, un frullatore, la pioggia) a volumi diversi. Ognuno dice quando diventa troppo. Si discute di come ci si sente in una mensa rumorosa.
3. Le regole del nostro angolo calmo
La classe progetta insieme un angolo dove andare quando serve una pausa: cosa c’è, come si usa, come si chiede. Il risultato resta per tutto l’anno.
4. Parliamo con i simboli
Una mattinata in cui si comunica anche con pittogrammi: per chiedere il bagno, l’acqua, un gioco. Si scopre che la comunicazione aumentativa aiuta tutti, non solo chi non usa le parole.
5. Il gioco del turno
Un gioco a coppie in cui un segnale visivo indica di chi è il turno. Si riflette su cosa rende facile o difficile aspettare.
6. Il ritratto dei talenti
Ogni alunno disegna tre cose in cui è bravo e una cosa che trova difficile. Si costruisce un cartellone della classe.
7. Una giornata prevedibile
Si prepara un’agenda visiva della giornata scolastica. Si discute di come ci si sente quando qualcosa cambia all’improvviso.
8. Il gioco di movimento cooperativo
Un gioco motorio in cui si vince solo se tutti contribuiscono. Uno studio di nove mesi in una classe con studenti autistici, a cui partecipa il fondatore di SENSEi, osserva che un gioco di movimento collaborativo aiuta ad avviare interazioni tra compagni, anche oltre il tempo di gioco. Lo raccontiamo in Muoversi per imparare.
9. Lettura condivisa
Un albo illustrato sulla diversità e sull’amicizia, letto ad alta voce e discusso con domande aperte: cosa prova il protagonista? Come avremmo potuto aiutarlo?
10. La mappa della classe accogliente
Gli alunni disegnano la pianta dell’aula e segnano luoghi rumorosi, luoghi tranquilli, cosa si potrebbe cambiare. Le proposte migliori si realizzano davvero.
Varianti per infanzia e scuola media
- Infanzia: puntare su gioco sensoriale, musica e movimento; usare immagini e poche parole; attività brevi.
- Scuola media: approfondire il concetto di neurodiversità, analizzare come sono rappresentate le persone autistiche nei media, progettare proposte per rendere la scuola più accessibile.
Idee per la stanza immersiva
Se la scuola ha una stanza immersiva, il 2 aprile può diventare una giornata di esperienze condivise.
- Due modi di stare nella stanza: prima un ambiente ricco di luci e suoni, poi la stessa scena a bassa stimolazione. Gli alunni dicono quale preferiscono e perché.
- Controllo a turno: ogni bambino può cambiare colore e suono dell’ambiente. Si osserva come cambia la stanza quando decide un altro.
- Onde calme: una scena lenta di onde e luce blu per un momento di respirazione in cerchio.
Il secondo esercizio non è un dettaglio: poter decidere cosa accade intorno a sé cambia il modo di stare in un ambiente. Il gruppo di ricerca da cui nasce SENSEi studia da anni giochi di movimento e di gruppo per alunni autistici, in un percorso che conta oltre 40 pubblicazioni scientifiche (le trovi nella pagina Ricerca). In una stanza SENSEi l’insegnante modula luce, suono e ritmo da tablet, e la stessa attività può essere vivace per un gruppo e tranquilla per un altro.
Per attività più strutturate con alunni autistici, vedi Stanza sensoriale e autismo a scuola: attività pratiche. Per capire meglio come si manifestano le differenze sensoriali, leggi Bisogni sensoriali dei bambini: come riconoscerli.
E dopo il 2 aprile?
Una giornata serve a iniziare. Molte delle attività proposte (l’angolo calmo, l’agenda visiva, i pittogrammi) possono diventare parte stabile della vita di classe. È l’idea della Progettazione Universale per l’Apprendimento: offrire più modi di partecipare, rappresentare ed esprimersi, a vantaggio di tutti. Per gli alunni autistici significa una classe più prevedibile; per i compagni, l’abitudine a riconoscere i bisogni degli altri; per gli insegnanti, strumenti che restano. Nei centri che usano SENSEi ogni giorno, come il centro autismo dell’ASL Salerno a Bracigliano, bambini e ragazzi si muovono, giocano e comunicano in una stanza pensata per loro. Un’altra occasione nel calendario è il 3 dicembre: trovi idee in Giornata delle persone con disabilità: attività inclusive. Scopri anche le proposte di SENSEi per la primaria.
Domande frequenti
Quando è la Giornata mondiale dell’autismo?
Ogni 2 aprile. È stata istituita dalle Nazioni Unite nel 2007.
Come spiegare l’autismo ai bambini della primaria?
Partendo dalle differenze che tutti hanno nel percepire suoni, luci e situazioni, con esempi concreti e senza indicare singoli compagni.
Serve il consenso della famiglia se in classe c’è un alunno autistico?
È buona prassi informare le famiglie prima delle attività e lasciare che siano loro e l’alunno a decidere se e come raccontarsi.
Quanto devono durare le attività?
All’infanzia 15-20 minuti, alla primaria 30-45 minuti, con una discussione finale.
Si possono usare queste attività tutto l’anno?
Sì. Angolo calmo, agenda visiva e pittogrammi funzionano meglio se diventano abitudini.
Crea le tue attività inclusive
Con Eureka puoi creare e condividere attività multisensoriali per la tua classe. Scopri Eureka.
Fonti
- Nazioni Unite, World Autism Awareness Day, 2 April
- AGI, Autismo, Giornata mondiale della consapevolezza (2 aprile 2026), dati del Progetto Osservatorio ISS e Ministero della Salute
- Bhattacharya, Gelsomini, Pérez-Fuster, Abowd, Rozga (2015), Designing motion-based activities to engage students with autism in classroom settings, ACM IDC
- CAST, About Universal Design for Learning