2018

Reflex: imparare oltre lo schermo con uno specchio e pochi mezzi

Reflex: imparare oltre lo schermo con uno specchio e pochi mezzi

Un tablet, un piccolo specchio, qualche oggetto sul tavolo. Con Reflex la ricerca SENSEi mostra che si può portare l’apprendimento oltre lo schermo in modo semplice, divertente ed economico, partendo dalle cose che i bambini prendono in mano.

Presentato alla conferenza ACM CHI, Reflex è il primo passo di un filone di ricerca, il phygital, che oggi vive su scala di stanza in SENSEi.

Qual è la domanda di ricerca?

Molte app educative chiedono al bambino di toccare uno schermo. Per bambini e ragazzi con disturbi del neurosviluppo, però, la manipolazione di oggetti reali è spesso una parte importante dell’apprendimento.

Il titolo dell’articolo riassume la sfida: imparare oltre lo schermo in modo semplice, divertente ed economico. Senza attrezzature costose, con dispositivi che molte scuole e famiglie già possiedono.

Lo studio in breve

Reflex è un gioco per smartphone e tablet. L’idea distintiva è un piccolo specchio sulla fotocamera: così il dispositivo “vede” gli oggetti fisici appoggiati sul tavolo e li trasforma in gioco. Il mondo fisico e quello digitale si incontrano.

Il pubblico indicato sono bambini e adolescenti, in particolare con disturbi del neurosviluppo. Le funzioni del gioco sono co-progettate, e il lavoro include un primo studio pilota.

Cosa emerge?

Per Mirko Gelsomini, che firma il lavoro e oggi guida SENSEi, il nuovo paradigma di interazione, le funzioni co-progettate e lo studio pilota rivelano un potenziale per l’apprendimento ancora inesplorato. Non ci sono ancora misure di efficacia: è l’inizio di un percorso.

E il percorso prosegue. Un articolo alla conferenza CHItaly presenta Reflex come applicazione di training per persone con disturbi del neurosviluppo, definendo il paradigma phygital, cioè fisico e digitale insieme.

Uno studio successivo su Multimedia Tools and Applications valuta poi Reflex con giovani adulti con disabilità intellettiva in un centro socio-assistenziale. Lo raccontiamo nel caso studio sugli oggetti fisici e digitali per adulti.

Cosa insegna Reflex a chi ha pochi mezzi?

Reflex è un buon esempio di progettazione essenziale. Alcune lezioni valgono anche fuori dalla ricerca:

  • partire dagli oggetti: un oggetto da prendere in mano rende il compito concreto;
  • usare ciò che c’è: un dispositivo già disponibile può diventare uno strumento diverso con un piccolo accorgimento;
  • co-progettare: le funzioni nascono dal confronto con chi userà davvero il gioco.

Chi vuole sperimentare con pochi mezzi trova altri spunti nella guida Stanza multisensoriale fai da te, che spiega anche cosa è meglio non improvvisare.

Perché conta oggi?

Reflex dimostra che l’innovazione non dipende dalla quantità di tecnologia, ma da quanto è vicina alle persone. È lo stesso spirito di SENSEi: nessuna opera edilizia, attività che si adattano a chi le vive, adulti che restano alla guida.

Nella stanza magica l’idea phygital cresce su scala di stanza. Pareti e pavimento prendono vita e dialogano con oggetti tattili e materiali fisici, mentre il corpo intero partecipa all’esperienza. Scopri come funziona la stanza magica SENSEi e le attività per l’educazione.

Con Reflex il gruppo di ricerca SENSEi apre il filone phygital che, studio dopo studio, arriva fino ai servizi per adulti. L’articolo originale è nella sezione Ricerca: Reflex: Learning Beyond the Screen in a Simple, Fun, and Affordable Way. Il lavoro successivo, presentato a CHItaly, è qui: la scheda sull’approccio phygital.

Domande frequenti

Che cos’è Reflex?

È un gioco per smartphone e tablet che, grazie a uno specchio sulla fotocamera, riconosce gli oggetti fisici appoggiati sul tavolo e li usa nel gioco. È pensato per bambini e adolescenti, in particolare con disturbi del neurosviluppo.

Che cosa significa phygital?

È la fusione di physical e digital: in Reflex il bambino sposta oggetti veri sul tavolo e il gioco sullo schermo reagisce.

Reflex dimostra di migliorare l’apprendimento?

Il lavoro include un primo studio pilota e indica un potenziale inesplorato. Non presenta misure di efficacia.

Quanto costa un ambiente come questo?

Dipende dalla configurazione: spazio, esperienze, formazione e servizi. Contattaci per una valutazione.

Lavori in una scuola, in un centro o in un museo e vuoi un ambiente come questo? Raccontaci il tuo progetto: partiamo dai bisogni delle persone che lo useranno.

Fonti

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