La ricerca sulle tecnologie multisensoriali parla spesso di bambini. Questo studio del gruppo di ricerca da cui nasce SENSEi guarda invece ai giovani adulti con disabilità intellettiva, in un servizio reale: un centro socio-assistenziale.
Con 17 partecipanti e 8 specialisti, indica che combinare oggetti fisici e contenuti digitali può sostenere gli interventi. La ricerca è pubblicata sulla rivista Multimedia Tools and Applications.
Qual è la domanda di ricerca?
Phygital unisce le parole physical e digital. Per il gruppo è una forma di interazione tangibile in cui contenuti digitali e fisici sono combinati in un modo particolare: la persona muove un oggetto reale, e il contenuto digitale risponde su un altro supporto.
Il gruppo ricorda che l’approccio è sostenuto da teorie che legano lo sviluppo delle abilità cognitive alle interazioni corporee con l’ambiente fisico, e richiama studi che ne mostrano il potenziale per persone con disabilità intellettiva. La domanda è: questo potenziale regge anche con giovani adulti, in un contesto reale?
Lo studio in breve
Come piattaforma di ricerca il gruppo usa Reflex, un’applicazione per smartphone e tablet che riconosce gli oggetti appoggiati sul tavolo grazie a un piccolo specchio sulla fotocamera. Prima ancora, a CHItaly, il gruppo lo propone come strumento di allenamento per persone con disturbi del neurosviluppo, con funzioni co-progettate e un primo studio pilota. La sua storia è nel caso studio Imparare oltre lo schermo con pochi mezzi.
Lo studio in sintesi:
- partecipanti: 17 persone con disabilità intellettiva;
- specialisti coinvolti: 8;
- confronto: Reflex (phygital) rispetto ad approcci solo digitali e a materiali cartacei;
- dopo lo studio: interviste agli specialisti.
Cosa emerge?
I risultati evidenziano il potenziale degli approcci phygital negli interventi con persone con disabilità intellettiva. Il gruppo osserva un miglioramento delle loro prestazioni, con un metodo di interazione apprezzato.
Nelle interviste dopo lo studio, gli specialisti si esprimono a favore dell’adozione di tecnologie phygital in un contesto socio-assistenziale.
Resta uno studio esplorativo, in un solo centro e con un gruppo piccolo. Il suo interesse sta anche nel pubblico: giovani adulti, in un servizio reale, e non solo bambini.
Cosa significa per un centro diurno o socio-assistenziale?
Dallo studio emergono alcune indicazioni utili per chi lavora con adulti:
- partire dagli oggetti: manipolare qualcosa di concreto rende il compito più accessibile;
- confrontare gli strumenti: lo studio mette a confronto phygital, solo digitale e carta, una buona pratica anche nei servizi;
- ascoltare gli operatori: il parere degli specialisti pesa sull’adozione quanto i risultati dei partecipanti.
Perché conta oggi?
Per i servizi per adulti è un messaggio importante: le esperienze multisensoriali e interattive non sono una cosa “da bambini”. Possono sostenere il lavoro quotidiano degli operatori, se costruite con loro.
SENSEi porta l’interazione phygital su scala di stanza: oggetti tattili e materiali fisici dialogano con immagini, luci e suoni, e le attività si adattano al profilo e agli obiettivi di ogni persona. Per la terapia e il benessere le attività si co-progettano con l’équipe. È il passo che lo studio rende possibile: dal tavolo del centro socio-assistenziale a una stanza in cui l’oggetto in mano e lo spazio intorno raccontano la stessa attività.
Scopri la stanza magica SENSEi e la guida su cos’è una stanza multisensoriale. Le pubblicazioni sono nella sezione Ricerca: Phygital interfaces for people with intellectual disability e Meeting the needs of people with neuro-developmental disorder through a phygital approach.
Domande frequenti
Che cosa vuol dire phygital?
Indica un’interazione che unisce fisico e digitale: la persona manipola un oggetto reale e il contenuto multimediale risponde su un altro supporto.
Cosa dicono gli specialisti?
Nelle interviste dopo lo studio si esprimono a favore dell’adozione di tecnologie phygital in un contesto socio-assistenziale.
Le tecnologie phygital servono solo ai bambini?
No. Questo studio coinvolge giovani adulti con disabilità intellettiva, mostrando il potenziale dell’approccio anche in età adulta.
Quanto costa un ambiente come questo?
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Fonti
- Gelsomini M., Spitale M., Garzotto F. (2021). Phygital interfaces for people with intellectual disability: an exploratory study at a social care center. Multimedia Tools and Applications, Springer
- Spitale M., Gelsomini M., Beccaluva E., Viola L., Garzotto F. (2019). Meeting the needs of people with neuro-developmental disorder through a phygital approach. CHItaly 2019, ACM