All’ICS Leonardo da Vinci di Cornaredo il Piano Scuola 4.0 porta SENSEi nelle primarie di via Volta e via Sturzo: un’aula immersiva già presente viene rinnovata e accanto nasce un secondo ambiente. Un’idea semplice guida il progetto: dare ai docenti modelli di attività che funzionano per ogni materia, così che la stanza magica diventi parte della didattica di tutti i giorni.
Il contesto: ripensare gli spazi partendo dai docenti
L’istituto comprende scuole dell’infanzia, primarie e una secondaria di primo grado. Il Piano Scuola 4.0 è l’occasione per rinnovare gli ambienti di apprendimento. La domanda è come farlo partendo da ciò che serve davvero a chi insegna e a chi impara.
Progettare ascoltando i plessi
Gli incontri con i docenti nei diversi plessi portano a proposte diverse per ogni scuola: lettura immersiva e psicomotricità, laboratori di espressione e di invenzione, una zona per attività immersive all’infanzia. Ogni spazio nasce dal confronto, non da un catalogo.
In uno dei due plessi c’è già un’aula immersiva. Invece di sostituirla, viene rinnovata con SENSEi, valorizzando quanto la scuola ha già. In entrambi gli ambienti parete e pavimento diventano interattivi e rispondono ai gesti e al movimento dei bambini; l’insegnante guida da tablet e può creare attività proprie.
Stessa forma, contenuti diversi: le attività
Ai docenti vengono proposti oltre 27 modelli di attività in cui cambia il contenuto ma non la forma. Lo stesso modello serve per italiano, matematica, scienze o geografia. Alcuni esempi:
- Storia collaborativa: i disegni dei bambini entrano nella stanza e diventano parte di un racconto comune.
- Teletrasporto: la classe si ritrova in luoghi reali, da esplorare insieme.
- Percorso: uno stagno o le orme dei dinosauri da seguire con i piedi sul pavimento.
- Banco magico: un libro di carta ingrandito a parete, da leggere tutti insieme.
- Quiz, memory, categorizza, sequenza, puzzle, microscopio: forme note, vissute con il corpo.
Il legame con la ricerca
Dietro i modelli c’è un’idea nata nella ricerca: l’esperienza “fi-gitale”, che unisce contenuti digitali, oggetti fisici da manipolare e relazione tra compagni. È uno dei frutti del lavoro che il gruppo di ricerca SENSEi porta avanti dal Politecnico di Milano e che oggi supera le quaranta pubblicazioni.
Quale modo di interagire aiuta di più a imparare? Il gruppo lo indaga in classe, mettendo a confronto diverse modalità con 175 alunni della primaria: lo raccontiamo in Toccare, muoversi, parlare. Sul ruolo del corpo nell’apprendimento c’è Il corpo che impara.
Cosa cambia
- Due ambienti immersivi nelle primarie di via Volta e via Sturzo, a disposizione delle classi.
- Un investimento valorizzato: l’aula immersiva già presente torna al centro della didattica.
- Docenti pronti a partire: la formazione unisce ore condivise tra i plessi e ore dedicate a ciascuna scuola, per iniziare subito con le classi.
- Autonomia didattica: con i modelli di attività ogni docente può portare la propria materia nella stanza.
Perché è un caso significativo?
Rinnovare un’aula immersiva già presente invece di sostituirla è una scelta sostenibile, che rispetta gli investimenti fatti dalla scuola. E i modelli di attività mostrano che la stanza magica non è un’aula per pochi: è uno spazio per tutte le materie e per tutta la classe.
Approfondisci nella guida all’aula multisensoriale alla primaria o scopri SENSEi per la scuola primaria.
Domande frequenti
Si può rinnovare un’aula immersiva già esistente?
Spesso sì, valorizzando quanto la scuola ha già. Va verificato caso per caso con un sopralluogo.
I docenti possono creare attività proprie?
Sì, partendo dai modelli di attività o con Eureka.
Per quali materie si usa la stanza?
Per tutte: lo stesso modello di attività cambia contenuto e serve per italiano, matematica, scienze o geografia.
Quanto costa un ambiente come questo?
Dipende dalla configurazione: spazio, esperienze, formazione e servizi. Contattaci per una valutazione.
Lavori in una scuola, in un centro o in un museo e vuoi un ambiente come questo? Raccontaci il tuo progetto: partiamo dai bisogni delle persone che lo useranno.
Fonti
Dicono di noi
- Disabilità e inclusione, il progetto LudoMi del Politecnico apre due Stanze Magiche per bambini nelle scuole del milanese, Il Fatto Quotidiano
- LudoMi, rassegna stampa, Politecnico di Milano