Il progetto di un’aula multisensoriale è il documento che spiega perché la scuola vuole quello spazio, per chi, con quali attività e come ne misurerà i risultati. Serve per inserire l’aula nel PTOF, per ottenere la delibera degli organi collegiali e, spesso, per candidarsi a un bando.
In questa pagina trovi la struttura del modello di progetto che abbiamo preparato per le scuole, sezione per sezione. È lo stesso metodo che usiamo con gli istituti con cui progettiamo gli ambienti SENSEi. Il file da adattare si richiede gratuitamente dalla pagina contatti.
Perché serve un progetto scritto per l’aula multisensoriale?
Un’aula multisensoriale non è un acquisto isolato. Coinvolge spazi, orari, formazione dei docenti, inclusione degli alunni con bisogni educativi speciali e rapporti con le famiglie. Un progetto scritto mette tutto in ordine e rende la scelta comprensibile a chi deve approvarla.
Il progetto serve anche dopo l’inaugurazione. Diventa la traccia per organizzare il calendario, valutare le attività e raccontare i risultati agli organi collegiali e al territorio. È ciò che trasforma una stanza nuova in un pezzo stabile della didattica.
Se non hai ancora chiaro cosa sia una stanza multisensoriale, parti dalla nostra guida introduttiva. Per capire come vive un ambiente interattivo, guarda la pagina La stanza magica.
Che cosa c’entra il PTOF con l’aula multisensoriale?
Il Piano triennale dell’offerta formativa esprime l’identità culturale e progettuale della scuola. L’articolo 3 del DPR 275/1999, nel testo modificato dalla legge 107/2015, stabilisce tre punti utili per chi progetta un’aula multisensoriale:
- il piano è elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi definiti dal dirigente scolastico;
- il piano è approvato dal consiglio d’istituto;
- il piano indica anche il fabbisogno di infrastrutture e di attrezzature materiali.
In pratica, l’aula trova posto nel PTOF in due modi. Come ambiente di apprendimento, collegato alle priorità su inclusione e benessere. Come fabbisogno di attrezzature, da soddisfare con risorse proprie o con un finanziamento.
Qual è l’iter tipico, dall’idea alla delibera?
Ogni scuola ha i suoi tempi e regolamenti interni. Lo schema che segue è il più comune e va sempre verificato con il dirigente scolastico e il DSGA.
- Gruppo di lavoro. Un piccolo gruppo (referente inclusione, docenti di sostegno, un docente per ordine di scuola, animatore digitale) raccoglie bisogni e idee.
- Atto di indirizzo. Il dirigente può richiamare l’inclusione e gli ambienti di apprendimento innovativi tra gli indirizzi per il PTOF.
- Collegio dei docenti. Approva il progetto didattico e l’eventuale aggiornamento del PTOF.
- Consiglio d’istituto. Delibera l’aggiornamento del PTOF e, se previsto, l’adesione al bando.
- Acquisizione. Le forniture seguono le procedure ad evidenza pubblica previste dalla normativa, con gli adempimenti contabili curati dalla segreteria.
Alcuni bandi chiedono una delibera specifica. La circolare n. 11 del 30 marzo 2026 della Regione Siciliana, per esempio, ammette una sola proposta per scuola, «previa approvazione degli organi collegiali», e chiede copia della delibera del Consiglio di Istituto con riferimento esplicito alla candidatura. I dettagli sono nella nostra guida alle aule multisensoriali in Sicilia.
Come è strutturato il modello di progetto?
Il modello è diviso in dodici sezioni. Ognuna contiene domande guida e spazi da compilare. Puoi eliminare le parti che non ti servono o aggiungerne altre richieste da un bando.
1. Dati della scuola e contesto
Denominazione, plessi coinvolti, ordini di scuola, breve descrizione del territorio. Qui si richiamano le priorità del PTOF e del Piano di miglioramento legate a inclusione e benessere.
2. Bisogni rilevati
Perché la scuola ha bisogno di questo spazio. I bisogni si descrivono in forma aggregata, senza dati personali: classi con alunni con BES, difficoltà di regolazione emotiva, richiesta di didattica laboratoriale, esigenze emerse dai GLO.
3. Finalità e obiettivi
Obiettivi generali (inclusione, benessere, partecipazione) e obiettivi specifici osservabili, come tempi di attenzione, partecipazione alle attività di gruppo, comunicazione. Il modello propone esempi formulati in modo misurabile.
4. Destinatari
Classi, sezioni e gruppi che usano l’aula. Il principio che suggeriamo è quello dell’inclusione alla rovescia: si progetta partendo dai bisogni più complessi, così l’ambiente funziona per tutta la classe.
5. Lo spazio individuato
Ubicazione, finestre, possibilità di oscuramento, accessibilità, vicinanza alle classi. Spesso basta un’aula esistente. Per orientarti usa la guida su come allestire un’aula multisensoriale.
6. Dotazioni previste
Qui conviene ragionare per esperienze, non per dispositivi: muoversi e giocare con pareti e pavimento interattivi, regolare luce e suono, esplorare con le mani, ritrovare la calma. Per ogni voce si indica a quale obiettivo risponde. La lista ragionata è nel nostro articolo cosa mettere in una stanza multisensoriale.
7. Metodologia e attività
Approcci didattici (didattica laboratoriale, apprendimento incarnato, Universal Design for Learning) ed esempi di attività per ordine di scuola. Il collegamento con i PEI e i PDP va reso esplicito.
8. Formazione dei docenti
Chi si forma, con quali contenuti, in quali tempi. Un’aula usata da pochi docenti resta spesso chiusa. Per questo il modello invita a coinvolgere un gruppo ampio e a prevedere un affiancamento nei primi mesi. Vedi anche la nostra offerta di formazione.
9. Organizzazione e regolamento d’uso
Referente dell’aula, calendario di prenotazione, numero massimo di alunni per turno, regole di accesso e di cura dello spazio.
10. Monitoraggio e valutazione
Strumenti di osservazione, momenti di verifica, indicatori. Un ambiente interattivo aiuta: la piattaforma SENSEi produce report sulle attività svolte che il docente interpreta e allega alla documentazione.
11. Sicurezza e privacy
Valutazione dello spazio con il responsabile della sicurezza, materiali certificati, regole di supervisione. Per foto e video servono le informative e i consensi previsti dal GDPR.
12. Piano finanziario e cronoprogramma
Voci di spesa senza importi precompilati (attrezzature, installazione, formazione, eventuali adeguamenti) e tempi delle fasi: acquisto, installazione, formazione, avvio, verifica, evento finale.
Cosa chiedono di solito i bandi per le aule multisensoriali?
I bandi cambiano, ma alcune richieste ricorrono. La circolare siciliana è un buon esempio perché le elenca in modo esplicito. Prevede fasi obbligatorie: allestimento dell’ambiente, formazione del personale, personalizzazione e laboratori, monitoraggio dei risultati, evento conclusivo con istituzioni e famiglie.
La sua scheda di progetto chiede inoltre:
- una descrizione di massima del progetto;
- le tecnologie da acquisire e le aree interessate;
- la descrizione degli ambienti disponibili;
- gli eventuali adeguamenti impiantistici;
- l’elenco dei docenti da formare, con almeno 20 docenti;
- un piano finanziario per voci di spesa.
Il nostro modello copre tutte queste voci. Così, quando esce un bando, la scuola adatta il testo senza ripartire da zero. Le aule immersive SENSEi nelle scuole siciliane mostrano come si arriva dalla candidatura a un’aula usata ogni giorno, con docenti che creano anche attività proprie. Per una panoramica dei finanziamenti leggi come finanziare un’aula multisensoriale.
Come si scrive una delibera per l’aula multisensoriale?
La delibera la redige la scuola, con la propria segreteria. Il modello include uno schema indicativo con gli elementi che di solito compaiono:
| Parte | Contenuto |
|---|---|
| Premesse | Riferimenti al PTOF, al Piano di miglioramento, all’eventuale bando e al progetto approvato dal collegio |
| Motivazione | Bisogni rilevati e coerenza con gli obiettivi di inclusione e benessere |
| Dispositivo | Approvazione del progetto, aggiornamento del PTOF, eventuale candidatura |
| Mandato | Incarico al dirigente per gli atti conseguenti |
È solo una traccia. Formule, riferimenti normativi e passaggi contabili vanno verificati con il dirigente scolastico e il DSGA.
Come si misura se l’aula funziona?
Un progetto credibile dice in anticipo come verrà valutato. Il modello propone tre livelli di osservazione: la partecipazione (chi usa l’aula e quanto spesso), il processo (come si comportano gli alunni durante le attività) e gli esiti (cosa cambia nel tempo rispetto agli obiettivi del punto 3).
La ricerca da cui nasce SENSEi lavora da anni su questi aspetti e conta oltre 40 pubblicazioni scientifiche. Lo studio Embodied Learning in Immersive Smart Spaces valuta con un disegno controllato un ambiente immersivo usato da 48 bambini di 6-8 anni in una scuola primaria. Il modello P3S descrive spazi di gioco con supervisione e osservazione del comportamento. Non servono strumenti di laboratorio: bastano griglie di osservazione semplici e costanti, a cui aggiungere i report del software.
Cosa cambia quando il progetto è condiviso?
Quando il progetto nasce dai docenti, l’aula si usa di più. All’IC Silvio Pellico di Arluno un focus group con le insegnanti porta a un ambiente in ogni plesso, ciascuno pensato per la propria utenza, con proposte riviste insieme prima degli acquisti. Il risultato: classi che usano gli spazi più spesso e docenti protagonisti delle scelte.
Per i bambini significa esperienze più ricche e più occasioni di partecipare. Per la scuola, un progetto che si può raccontare alle famiglie e rendicontare con serenità.
Come richiedere il modello di progetto?
Il modello è pensato per il primo ciclo. Per riceverlo scrivici dalla pagina contatti indicando la scuola e l’ordine di scuola. Ti inviamo il file da adattare.
Se vuoi, possiamo anche rivedere con te le sezioni sulle dotazioni e sullo spazio, partendo dalla pianta dell’aula. Sul nostro sito trovi i servizi di co-progettazione, installazione e formazione.
Domande frequenti
Il progetto dell’aula multisensoriale va inserito nel PTOF?
È consigliabile. Il PTOF indica anche il fabbisogno di attrezzature e i progetti della scuola, quindi è il luogo naturale per l’aula. Alcuni bandi richiedono una delibera specifica.
Chi approva il progetto?
Il progetto didattico passa di norma dal collegio dei docenti. L’aggiornamento del PTOF e l’adesione a un bando sono deliberati dal consiglio d’istituto.
Il modello contiene già i costi?
No. Il piano finanziario ha solo le voci di spesa. I costi dipendono dalla configurazione: contattaci per una proposta su misura.
Posso usare il modello per un bando regionale?
Sì, è pensato per questo. Va sempre confrontato con la scheda progetto e gli allegati del bando specifico.
Quanto tempo serve per compilarlo?
Dipende da quanto il gruppo di lavoro ha già chiari bisogni e spazio. Le sezioni con domande guida aiutano a procedere in modo ordinato.
Il modello vale anche per un centro di terapia?
La struttura è pensata per la scuola. Per un centro clinico o socio educativo le sezioni su PTOF e delibere vanno sostituite con i documenti dell’ente.
Vuoi il modello e vedere un ambiente SENSEi dal vivo? Prenota una demo e chiedi il file del progetto: ti accompagniamo nella compilazione.
Fonti
- DPR 8 marzo 1999, n. 275, art. 3 (Piano triennale dell’offerta formativa), testo vigente, Normattiva.
- Circolare n. 11 del 30/03/2026, Realizzazione di aule multisensoriali nelle scuole del primo ciclo, Regione Siciliana.
- Gelsomini, Leonardi, Garzotto, Embodied Learning in Immersive Smart Spaces, CHI 2020.
- Agosta et al., Playful Supervised Smart Spaces (P3S), Euromicro DSD 2015.